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I TURNI DI TINA

Tanti operai e impiegati, spesso tutto esaurito, a pranzo, al ristorante “Da Tina” di Quiliano dopo la riapertura in zona gialla MARCO OLIVERI Due turnazioni, diverse per orari, tipologia di clienti e menu. Questa, la ricetta del ristorante “Da Tina”, a Quiliano, per sfruttare il periodo di zona gialla in cui il locale di piazza […]

Tanti operai e impiegati, spesso tutto esaurito, a pranzo, al ristorante “Da Tina” di Quiliano dopo la riapertura in zona gialla

MARCO OLIVERI
La sala interna del ristorante “Da Tina” a Quiliano

Due turnazioni, diverse per orari, tipologia di clienti e menu. Questa, la ricetta del ristorante “Da Tina”, a Quiliano, per sfruttare il periodo di zona gialla in cui il locale di piazza Caduti Partigiani può riaprire al pubblico all’ora di pranzo.
«Il primo turno, da mezzogiorno all’una e un quarto, è riservato agli operai e a chi ha esigenza di pranzare in quaranta minuti – spiega la titolare Antonella Pastorino – il secondo, invece, nelle ore successive, è per i clienti di passaggio e per gli impiegati che escono dagli uffici e dalle banche, riceviamo prenotazioni anche da Savona e da Varazze».

Numerosi gli avventori che, da lunedì scorso, sono tornati a sedersi ai tavoli di Tina, facendo registrare spesso, durante la settimana, il tutto esaurito: «La gente ha bisogno di vivere la socialità, io stessa ho bisogno di incontrare le persone e parlare con loro – continua – anche se, per un discorso economico, è normale aver voglia di riaprire, rivedere i clienti è sempre emozionante».

La titolare Antonella Pastorino

Una magra consolazione, tuttavia, considerando la riduzione dei posti all’interno del ristorante, l’impossibilità di lavorare alla sera e le difficoltà causate dai giorni di chiusura: «Non è facile organizzare un ristorante in queste condizioni, ma ci stiamo abituando – afferma Antonella – purtroppo, non possiamo accettare più di quaranta persone e a volte la gente fa ancora fatica a capire che non è più possibile sedersi tutti insieme in più di quattro ad un solo tavolino».

Una situazione pesante anche per una vera e propria istituzione, per il territorio quilianese, come il ristorante “Da Tina”: «L’ultimo periodo di chiusure lo abbiamo patito di più rispetto ai primi 87 giorni in cui non siamo stati aperti a marzo – conclude – allora potevamo contare su anni di lavoro alle spalle, adesso, però, cominciamo ad accusare il colpo».

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