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IL PRATO DI LAURA (11)

LA COSTOLINA, PER BAMBINI E BUONGUSTAI LAURA BRATTEL   Potente disintossicante passa dalla farmacia alla cucina senza perdere nessuna qualità. Ma nelle frittatine riesce a dare il suo massimo. NOMI COMUNI Costolina, costolina giuncolina, costoline d’asino, piattello, erba porcellina, e altri nomi regionali locali. NOME SCIENTIFICO Hypochaeris radicata NOME DIALETTALE QUILIANESE: cuìga. FAMIGLIA: Asteraceae DESCRIZIONE […]

LA COSTOLINA, PER BAMBINI E BUONGUSTAI

LAURA BRATTEL

 

Potente disintossicante passa dalla farmacia alla cucina senza perdere nessuna qualità. Ma nelle frittatine riesce a dare il suo massimo.

NOMI COMUNI
Costolina, costolina giuncolina, costoline d’asino, piattello, erba porcellina, e altri nomi regionali locali.
NOME SCIENTIFICO
Hypochaeris radicata
NOME DIALETTALE QUILIANESE: cuìga.

FAMIGLIA: Asteraceae

DESCRIZIONE DELLA SPECIE

Pianta erbacea perenne dotata di robusto rizoma.
In primavera si nota la rosetta di foglie basali completamente aderenti al terreno, che tendono ad assumere posizione più verticale con il passare dei mesi. Le foglie, di un verde vivido, piuttosto consistenti e con una evidente nervatura central, hanno forma spatolata con contorno intero o leggermente dentato, e si presentano pelose ed irsute.
Lo stelo floreale può raggiungere e superare il mezzo metro di altezza. I fiori, di un bel giallo brillante, sono interamente ligulati (composti da elementi che vengono comunemente chiamati petali).
Il frutto è un achenio con lungo becco e pappo piumoso (come altre specie appartenenti a questa famiglia, che in questo modo sfruttano al meglio il vento per la loro diffusione).

Costolina (Hypochaeris radicata) con stelo floreale: si possono osservare le caratteristiche rosette di foglie basali completamente aderenti al terreno

 

HABITAT

La costolina fiorisce da aprile a luglio nei campi e negli incolti, nei prati aridi e perfino nelle zone sabbiose. Non è raro trovarne lungo il margine delle strade.

Il frutto della costolina è un achenio con lungo becco e pappo piumoso

PROPRIETÀ OFFICINALI

La costolina è pianta ricca di sostanze antiossidanti, quali composti fenolici e flavonoidi.
Ha proprietà depurative, digestive, toniche, antibatteriche, inoltre stimola l’attività biliare.
Nella medicina popolare veniva utilizzata per contrastare il diabete.
La particolarità più interessante della costolina, però, sembra essere la sua straordinaria capacità chelante, ossia sarebbe in grado di disintossicare il corpo da un eccesso di metalli pesanti, “catturandone” le singole particelle e riuscendo a rimuoverle. Questa speciale virtù salutare è stata messa in luce da una ricerca effettuata da un team di studiosi e pubblicata nel luglio 2012 sul Journal of Applied Pharmaceutical Science (“Screening of in vitro antioxidant activity of methanolic leaf and root extracts of Hypochaeris radicata L.”). Secondo questa ricerca la quantità e la qualità degli antiossidanti presenti nella costolina sarebbe tale da determinarne non solo un effetto atto a contrastare i radicali liberi, ma anche a disintossicare da un eccesso di metalli pesanti quali piombo, arsenico, mercurio, nichel. Un particolare ruolo positivo sarebbe svolto inoltre dagli ioni ferrosi presenti in questa pianta.

CURIOSITÀ E NOTIZIE STORICHE

Il nome della costolina trae origine dal fatto che la nervatura centrale risulta essere particolarmente in rilievo, assumendo quindi l’aspetto di una costola. Da questa caratteristica derivano anche i nomi di “costolina d’asino” e “coscia di vecchia”. Quest’ultima denominazione, diffusa in alcune zone della Sicilia, sarebbe una distorsione del termine “costola”.
Dal suo aspetto tipicamente appiattito al suolo viene il nome di “piattello”, e anche il nostro termine dialettale quilianese “cuìga”, che significa “cotica, cotenna”, riferita alla pelle dei maiali.
Proprio ai maiali alluderebbe il nome scientifico, che secondo alcuni studiosi si rifarebbe ad una parola usata da Teofrasto per descrivere un tipo di cicoria selvatica. Tale termine deriverebbe dal greco “ὑπὸ” (hypó), “sotto” e “χοῖρος” (choíros), “maiale, porcellino”.
Tale appellativo potrebbe richiamare il fatto che i maiali siano particolarmente ghiotti delle radici di queste piante, ma anche che le foglie della costolina assomigliano in qualche modo alla cotenna del maiale stesso, con il loro aspetto ispido e feltroso e con la loro posizione perfettamente aderente al terreno.

UTILIZZI IN CUCINA

La costolina viene ampiamente utilizzata dai buongustai.
Durante l’inverno e all’inizio della primavera, quando le foglie basali sono giovani, è particolarmente piacevole il loro consumo a crudo, in insalata. Il sapore risulta piuttosto dolce, rispetto a quello di molte altre composite, e la consistenza è carnosa e croccante.
Con l’avanzare della stagione, le foglie possono essere raccolte per la cottura.
Lessata, può essere consumata in purezza o frammista ad altre erbe spontanee commestibili, di cui può mitigare il sapore. Al contrario di altre specie, il suo volume non si riduce molto con la bollitura.
Se ne possono ricavare ottime frittate, ma si può anche semplicemente far saltare in padella con aglio e olio. Ovviamente, si può preparare insieme alle altre essenze che compongono il “prebuggiùn” per farne torte salate, per il ripieno dei ravioli o dei pansotti.
Un tempo la radice tostata della costolina veniva usata, al pari di altre specie appartenenti alla stessa famiglia, per ricavarne una bevanda simile al caffè.

 

Frittatine sottili di costolina: il sapore dolce e delicato di questa verdura è gradito a tutti, anche ai bambini

 

LA RICETTA

Frittatina sottile di costolina
(Ricetta di mia madre)

Ingredienti per una frittatina:
– un pugno di costolina lessata e strizzata
– un uovo
– un cucchiaio di parmigiano grattugiato
– un pizzico di sale

Procedimento:
Raccogliere e pulire le erbe selvatiche, lavare accuratamente e lessare per pochi minuti in acqua bollente. Strizzare la verdura e farne tanti mucchietti poco più grandi di una noce. Ad ogni mucchietto corrisponderà una frittatina sottile, ottenuta lavorando la verdura insieme ad un solo uovo.
Con la mezzaluna, tritare bene il mucchietto di verdura selvatica. Porre il trito di verdura in una ciotola insieme ad un uovo, un pizzico di sale ed un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Amalgamare accuratamente il composto, quindi versarlo in una padella piuttosto piccola, unta d’olio extravergine d’oliva taggiasca. Coprire con un coperchio e far cuocere per il tempo necessario a fuoco bassissimo, avendo cura di rigirare la frittata dall’altro lato.
La fittatina potrà anche essere utilizzata come saporito ripieno per farcire petto di pollo o di tacchino, perché il sapore delicato ed armonico della costolina si sposa in modo pressoché perfetto con le carni bianche.
La costolina è una verdura che ben si presta a questo tipo di lavorazione, sia per il suo alto rendimento dopo essere stata lessata, sia per il suo gusto dolce, che risulterà gradito a tutti, bambini compresi.

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