Ieri, domenica 21 giugno 2026, si è svolta l’inaugurazione di “To-Play: Laboratorio di comunità” nell’area nell’ex Casa di Riposo San Giuseppe. Un percorso lungo due anni fatto di co-progettazione giovanile, bandi vinti e sinergie con il territorio.
VERONICA VAGLIANO
Una serata di festa, condivisione e comunità. Ieri, la frazione di Valleggia ha vissuto l’inaugurazione ufficiale di “To Play”, il nuovo spazio di aggregazione giovanile e sociale ideato e realizzato dai ragazzi dell’associazione Tagliate Senza Frontiere ODV. All’interno del cortile dell’ex Casa di Riposo San Giuseppe, tra musica, sorrisi e voglia di stare insieme, i membri del gruppo hanno presentato ai numerosi cittadini presenti le tappe di un percorso ambizioso, durato più di due anni, che restituisce al territorio un luogo aperto, libero e inclusivo.
“To-Play” non è un progetto calato dall’alto, ma è stato costruito interamente dal basso. Durante l’estate del 2025, attraverso una serie di workshop mirati, l’associazione ha coinvolto una ventina di ragazzi dei campi estivi e delle colonie parrocchiali. Insieme a loro è stata co-progettata l’identità visiva dello spazio: i loghi, gli sticker e le locandine che oggi colorano l’area sono il frutto della creatività diretta delle nuove generazioni. Il percorso è poi proseguito tra novembre 2025 e febbraio 2026 con tavoli di co-progettazione aperti ad associazioni, comitati e cittadini, per discutere insieme su come abitare concretamente lo spazio e renderlo un servizio utile all’intera collettività.
La scelta di dare vita a questo luogo risponde infatti a una forte carenza emersa durante le indagini preliminari sul territorio: il bisogno di spazi di aggregazione sociale che siano totalmente slegati dalle logiche di consumo commerciale. A questo proposito, i ragazzi dell’associazione hanno spiegato:
“Spesso ci si vede e si esce per andare a bere una birra, ma in realtà l’obiettivo profondo non è la consumazione, è l’incontro, lo stare insieme. Con “To Play” volevamo regalare al nostro territorio uno spazio che fosse gratuito, libero, inclusivo e accessibile a tutti, senza barriere.“
D’altronde, il nuovo spazio sorge in un contesto strategico e già ricco di forti vocazioni sociali. L’ex Casa di Riposo San Giuseppe si sta infatti confermando come un polo pulsante di accoglienza e cultura, all’interno del quale i ragazzi di “To Play” si troveranno a convivere e collaborare con altre importanti realtà del quartiere:
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Il Teatro Nuovo di Valleggia, pilastro culturale di riferimento a livello provinciale.
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La comunità per minori “Astrolabio”, con la quale è già stata stretta una bellissima e attiva collaborazione.
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Il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) gestito dalla Caritas, che offre ospitalità a nuclei familiari di origine ucraina.
Anche il sindaco Nicola Isetta, si è congratulato calorosamente con i ragazzi dell’associazione per l’obiettivo raggiunto e ha sottolineato il profondo valore di dare vita a simili spazi positivi per la comunità, evidenziando come questa nuova realtà vada ad ampliare e arricchire concretamente la gamma dei servizi a disposizione del territorio.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto a Don Alessio e alla Parrocchia di Valleggia, che ha creduto fin da subito nell’energia dei giovani concessori, offrendo l’utilizzo del cortile e dei locali attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito.
Proprio il parroco ha voluto suggellare il momento con un profondo gesto simbolico: accorgendosi che la nuova libreria dello spazio era ancora vuota, ha deciso di donare un libro del filosofo Edgar Morin, incentrato proprio sul valore della comunità.
“Il mio augurio per questo spazio e per le vostre attività – ha detto Don Alessio ai ragazzi – è che questo posto possa essere davvero un’oasi di fraternità per chiunque lo abiterà”. Il sacerdote ha poi voluto leggere a tutti i presenti un passaggio particolarmente significativo del testo: “Ripetiamolo senza posa: tutto ciò che non si rigenera, degenera. E questo vale anche per la fraternità. Essa è fragile come la coscienza, fragile come l’amore, la cui forza è tuttavia inaudita”.
Con l’inaugurazione di ieri si chiude la lunga fase di cantiere e progettazione e si apre quella più importante: quella in cui lo spazio prende finalmente vita grazie alla partecipazione, alle idee e alla presenza di tutti i cittadini.








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