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QUILIANO RICORDA SIMONDO

Il mondo della cultura piange la morte del pittore situazionista Piero Simondo, protagonista della scena artistica contemporanea tra la seconda metà del Novecento e i primi anni Duemila. La lunga carriera di Simondo, mancato all’età di 92 anni, ha coinvolto anche la città di Quiliano. LINDA MIANTE Era il 14 luglio 2007, quando l’associazione QuiArte […]

Il mondo della cultura piange la morte del pittore situazionista Piero Simondo, protagonista della scena artistica contemporanea tra la seconda metà del Novecento e i primi anni Duemila. La lunga carriera di Simondo, mancato all’età di 92 anni, ha coinvolto anche la città di Quiliano.

LINDA MIANTE

Era il 14 luglio 2007, quando l’associazione QuiArte ha preso parte alla mostra per il 50esimo anniversario del Situazionismo. Un appuntamento che ha sancito il sodalizio tra Quiliano e la provincia di Imperia, nella sede del Museo delle Erbe di Cosio d’Arroscia. Le ceramiche degli artisti quilianesi sono state donate al museo – e tuttora esposte – in ricordo della mostra a tema “Erbe: pignatte e contenitori”.

Per QuiArte, a scrivere di Simondo è stato Giovanni Donaudi, un amico di vecchia data dell’associazione particolarmente attento alle attività sul territorio quilianese, che ha voluto ricordare il grande artista in un articolo.

Simondo nasce a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928. Si traferisce giovanissimo nel capoluogo subalpino, dove frequenta l’Accademia Albertina ed è tra gli allievi del celebre Casorati (che aveva già influito sull’artista Guido Seborga Hess residente nel Ponente ligure). Si iscrive alla Facoltà di Filosofia dove incontra Elena Verrone, sua futura compagna di vita. Spostatosi ad Alba, incontra Pinot Galizio con il quale inizia un importante sodalizio artistico. Nel 1955, con il Galizio e con il danese Jorn, all’epoca residente ad Albissola Marina, fonda il Laboratorio di Esperienze Immaginiste e più tardi organizza con loro il 1° Congresso Mondiale degli Artisti Liberi.

Nel 1957, tornato nella sua casa in Liguria, Simondo incontra il francese Guy Debord e Michèlle Bernstein e con altri (gli stessi Pinot Gallizio, Asger Jorn, Walter Olmo e Ralph Rumney) sarà tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista, animata da profondi contrasti interni fino allo scioglimento, ma di capitale importanza per l’arte. Nel 1962, Simondo fonda a Torino il C.I.R.A. (Centro Internazionale di Ricerche Artistiche).

Il Situazionismo raccolse in parte l’eredità di quel filone estetico che era già stato del Futurismo, del Dadaismo, del Lettrismo e del Surrealismo di Breton e di Aragon. E se come gruppo organizzato ebbe breve durata, ebbe tuttavia una profonda eco negli ambienti culturali più all’avanguardia. La teoria della Société du Spectacle di Guy Debord influì su molti intellettuali non conformisti, tra i quali l’americano Chomsky. Il Situazionismo è tuttora studiato in tutto il mondo. In Italia si interessarono del Situazionismo penne come Pino Bertelli, Giorgio Amico di Savona, Donatella Alfonso e diversi altri. Al Situazionismo si ispirarono i fondatori delle edizioni “Nautilus” di Torino, ma venne preso in considerazione anche dalla rivista “Elementi” diretta da Marco Tarchi in un articolo pubblicato negli anni ’80 e così pure dai filosofi neo-marxisti.

 Giovanni Donaudi 

 

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