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LO SCRITTORE CONSIGLIA

LA MACCHINA DEL TEMPO HERBERT GEORGE WELLS   Un’incursione nel futuro più lontano ci mostra una terra desolata, priva di qualsiasi forma di vita, eccetto una misteriosa creatura. È una visione spettrale, l’epifania di un mondo senza speranza, che fa di Wells uno degli ultimi grandi scrittori moralisti occidentali. Vibrante “opera aperta”, romanzo polimorfo e […]

LA MACCHINA DEL TEMPO

HERBERT GEORGE WELLS

 

Un’incursione nel futuro più lontano ci mostra una terra desolata, priva di qualsiasi forma di vita, eccetto una misteriosa creatura. È una visione spettrale, l’epifania di un mondo senza speranza, che fa di Wells uno degli ultimi grandi scrittori moralisti occidentali. Vibrante “opera aperta”, romanzo polimorfo e distopico, Wells consegna per la prima volta al genere fantascientifico il compito privilegiato di dare forma alle nostre inquietudini esistenziali, regalandoci una prospettiva disperata ma profondissimamente moderna. Riccardo Bianco ci guida alla lettura di un libro che ci apre le porte dell’onirico e dell’immaginazione, facendoci viaggiare, appunto, nel tempo. Bianco è stato finalista in premi letterari: ha pubblicato “Ci scusiamo per il disagio” , ma anche racconti brevi come “Nata sulla Luna”, “La casa in affitto” “Stasera cucino io”. Come autore ci consiglia libri e letture.

I MIEI PERCHÈ

RICCARDO BIANCO

Probabilmente non lo facevano ancora gli uomini primitivi, ma sono sicuro che l’essere umano abbia, più o meno da sempre, fantasticato sul viaggiare nel tempo. Che sia nel passato o nel futuro, quanto sarebbe bello poter rivivere quanto già successo nella nostra epoca storica preferita, oppure andare a sbirciare quello che ci aspetta nei prossimi anni?

Una macchina del tempo vera e propria ancora non siamo stati in grado di inventarla, ma per viaggiare nel tempo l’essere umano ha comunque a disposizione uno strumento di una potenza inaudita: l’immaginazione. Certo, forse non della massima precisione, uno strumento che rischia di lasciarsi andare troppo alla volontà del suo utilizzatore, ma uno strumento comunque fantastico. Libri, racconti, film, serie tv e chi più ne ha più ne metta. Le storie riguardo ai viaggi nel tempo sono sconfinate. Potremmo stare qui per ore, forse giorni, a citare tutte quelle esistenti o ad inventarne di nuove.

Il libro di cui vi voglio parlare oggi è uno dei precursori del genere, o comunque uno dei più conosciuti e longevi. “La macchina del tempo” di H.G. Wells è un bellissimo romanzo del 1895. La scrittura visionaria di Wells ha aperto le porte ad un filone che ancora oggi è in grado di lasciare il pubblico con il fiato sospeso e gli occhi sognanti.

Lo scrittore ci porta nell’Inghilterra di fine Ottocento dove non erano ancora state scardinate tante credenze e meccanismi sociali che oggi non esistono più e a pensarci ci sembrano ridicole. Ma provate a immaginare come sarebbe ascoltare il racconto di uno dei vostri più stretti amici, quindi persona fidata, circa un suo viaggio nel tempo. A quel punto per quanto esterrefatti ma incuriositi il gruppo riunitosi nel salotto del viaggiatore del tempo, loro amico fidato seppur uno scienziato eccentrico, e ascoltato l’inizio di un racconto fuori di testa decidono di dargli una seconda possibilità, concedendogli il più classico beneficio del dubbio

Il gruppo si dà appuntamento qualche giorno dopo, a cena, per saperne di più, ascoltare tutti i dettagli e magari ottenere qualche prova concreta di questi viaggi che il viaggiatore del tempo sostiene di compiere con una strana macchina di quarzo e avorio, perché dargli del pazzo alla prima occasione sarebbe comunque troppo facile.

Trascorrono pochi giorni anonimi nel presente, ma nello stesso lasso di tempo il viaggiatore andrà avanti di centinaia di anni per scoprire il mondo degli Eloi, delle creature aggraziate e indifese che sembrano vivere in completa simbiosi con la natura. Ad una prima occhiata del viaggiatore il mondo sembra finalmente aver raggiunto l’equilibrio perfetto. Non c’è più bisogno di lavorare, di fare la guerra a nessuno né tanto meno sembra importante avere uno scopo preciso nella vita. Gli Eloi si limitano semplicemente a vivere senza capi ne padroni, a contatto con la natura. Ma un vero esploratore non si fida mai della prima impressione. Un paio di episodi inizieranno a risvegliare qualche timore e una morbosa curiosità. La conoscenza di Weena, una docile ragazzina che gli si affeziona e lo seguirà, pur con diverse reticenze, e il primo contatto con i Morlock, naturali antagonisti degli Eloi, creature sprezzanti che vivono nel sottosuolo e si muovono solamente con il favore delle tenebre, non faranno altri che alimentare i suoi cattivi presagi. Cattivi presagi che presto diventano realtà scoprendo cosa si nasconde dietro quel nuovo mondo paradisiaco. Con la scomparsa della macchina del tempo si ritroverà in preda all’angoscia a temere per la propria vita, intrappolato in quel mondo che non riconosce più.

“La macchina del tempo” è un bel romanzo di avventura dove lo scrittore immagina un futuro che solo in apparenza appare migliore, ma tanti sono i riferimenti ai problemi già ricorrenti nella sua epoca e in qualche modo riportabili ai giorni nostri. L’eterno conflitto tra la borghesia e la classe operaia, che cambia faccia e nome ma probabilmente non potrà mai davvero finire, perché non esisterebbe l’uno senza l’altro. Tante altre sfumature fanno di questo libro una storia che ha viaggiato nel tempo, e probabilmente rimarrà ancora la sua traccia nel futuro.

 

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