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SAN PIETRO IN CARPIGNANA, ANNO ZERO

Il Parco diventa grande: un unico interlocutore per il Comune per licenze e gestione. Un convegno a Villa Maria   Parco di San Pietro in Carpignana, giorno zero. Lunedì 28 settembre, a Villa Maria si sono tirate le somme ed è stato lanciato il progetto per la gestione consortile del parco urbano di Quiliano per […]

Il Parco diventa grande: un unico interlocutore per il Comune per licenze e gestione. Un convegno a Villa Maria

 

Parco di San Pietro in Carpignana, giorno zero. Lunedì 28 settembre, a Villa Maria si sono tirate le somme ed è stato lanciato il progetto per la gestione consortile del parco urbano di Quiliano per il quale, fino ad oggi, si sono spese molte parole, molte dichiarazioni di intenti, non seguite da risultati adeguati agli sforzi intrapresi.

Il problema del parco parte da lontano, da una gestione su cui sono intervenute troppe componenti, spesso conflittuali fra loro, ed ora il Comune ha deciso di invertire rotta e trovare una volta per tutte una strategia gestionale adeguata.

Nel convegno, in cui il sindaco Nicola Isetta, ha svolto il ruolo di moderatore, sono intervenuti esperti, amministratori e cittadini e il punto nodale era: il Parco diventa grande con un unico interlocutore per il Comune per licenze e gestione, riusciranno tutti i protagonisti del Parco a trovare una via comune e affidabile?

Fino ad oggi il parco era gestito per le singole parti che lo compongono da soggetti che avevano nel Comune l’interlocutore principale, ma ognuna correva per conto proprio.

La gestione avveniva con contratti singoli e differenti fra di loro come tempi e scadenze. Dall’inizio dell’anno è stato dato uno stop a queste serie di contraddizioni e si è avviata una “rilettura” dei contratti e dei tempi. Non più singoli interlocutori, ma una gestione affidata ad un soggetto unico, frutto della collaborazione fra tutti i soggetti che gestiscono il parco, una sorta di grande condominio, che avrà scadenza comune e gestione unica. Il lavoro avviato a gennaio si è basato sulla preparazione che negli anni ha realizzato il Comune con i suoi uffici del Patrimonio e Urbanistica e si basa sull’esperienza sviluppata nell’ambito del percorso “Progettare Cultura per il Territorio”, promosso da Dialoghi d’Arte, che ha portato l’Amministrazione a lavorare sul progetto del Parco di San Pietro in Carpignana attraverso un percorso di formazione e di progettazione partecipata.

Alessandro Giaccardi, Responsabile del Servizio Urbanistica/Patrimonio del Comune di Quiliano, ha raccontato l’evoluzione del Parco di San Pietro nel tempo e le modifiche concettuali che hanno interessato questa zona, fino ad arrivare alla decisione attuale di avviare il nuovo progetto.

Un’esperienza che ha permesso ai tecnici comunali di acquisire nuove competenze e di sperimentare modalità di lavoro capaci di coinvolgere direttamente il territorio e che è diventata l’occasione per aprire una riflessione più ampia sul rapporto tra amministrazioni, cittadini, associazioni, istituzioni e professionisti nella progettazione e nella trasformazione dei luoghi. I relatori del convegno hanno raccontato le loro esperienze facendo il punto su una situazione di non ritorno: il Parco, così come è non funziona, necessita di una mobilitazione generale e più ambia, deve avere una propria sostenibilità economica e deve essere frequentato e più amato dai quilianesi.

Significativo l’intervento di Massimo Becco, degli Amci del Parco di San Pietro, punto di riferimento fra tutti gli operatori che si muovono all’interno del parco. Becco non ha nascosto le difficoltà non solo di rapporti, ma di intenti fra i partner, ma è stato categorico sul punto di non ritorno attuale: o si trova una quadra e una unità di intenti o sono destinati a fallire tutti i tentativi di rilancio. Ecco, secondo Becco, la necessità di trovare una direzione comune e concordata avviando un discorso compatto di programmazione e organizzazione. La vicesindaco Tiziana Bruzzone ha spiegato i perché dei vari fallimenti e la necessità della giunta di azzerare il discorso amministrativo ed avviare una nuova politica gestionale, anche perché questo cambiamento di rotta è una richiesta di legge a cui il Comune deve ottemperare. Gloria Bovio di Dialoghi d’Arte ha presentato l’esperienza di “Progettare Cultura per il Territorio”, dedicata alla costruzione di nuove competenze e pratiche per la progettazione culturale partecipata, collegando il caso di Quiliano alle esperienze sviluppate insieme ad amministrazioni, istituzioni culturali e territori, sottolineando la particolarità e per certi versi unicità del progetto-Quiliano.

In precedenza Elena Donaggio di Avanzi – Sostenibilità per Azioni ha spiegato il valore della partecipazione nei processi territoriali, mettendo l’esperienza quilianese in relazione con altre esperienze e pratiche. Ha chiuso gli interventi dei relatori Andrea Canziani della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, che ha affrontato il tema della trasformazione dei luoghi e del rapporto tra patrimonio, cambiamento e comunità, ricordando il ruolo non semplice e non scontato dalla Soprintendenza, in difesa del futuro degli interventi effettuati.

Alla presentazione dei lavori era presente anche il pubblico e non sono mancati gli interventi. Come quello dei titolari della concessione sulle aree del ristorante che hanno ammesso la grande difficoltà gestionale dell’area sia per la complessità dell’offerta, sia per la mancanza di una copertura di un adeguato servizio di sicurezza. Da Nico Cassanello dell’associazione via Aemilia Scauri è arrivato l’invito a puntare sulla grande valenza archeologica dell’area, che rende unica in Liguria questa zona, mentre Rodolfo Fersini capogruppo della lista civica di opposizione “Futura Quiliano” ha ribadito l’importanza di una scelta come quella attuale di identificare un solo soggetto avviando un graduale processo di crescita dell’area creando un patrimonio di risorse e fornendo al progetto una propria sostenibilità economica. La parola ora passa al tempo e alle associazioni. Entro fine dicembre bisogna trovare una soluzione, il discorso è aperto a tutti.

 

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