Informazione web della Comunità di Quiliano

free wifi quiliano

P.zza Costituzione
Biblioteca

IL VOCIFICIO, EMOZIONI E VOCI IN SCENA

Soddisfazioni, emozioni e successo per il corso Uniqui “Leggere ad alta voce – Il Vocificio”, a cura di Lello Ceravolo con Riccardo Giudice       SABRINA ROSSI       Lo scorso venerdì 20 marzo alle ore 21, presso la Sala Consiliare di Quiliano, si è svolto il saggio del corso Uniqui “Leggere ad […]

Soddisfazioni, emozioni e successo per il corso Uniqui “Leggere ad alta voce – Il Vocificio”, a cura di Lello Ceravolo con Riccardo Giudice

 

 

 

SABRINA ROSSI

 

 

 

Lo scorso venerdì 20 marzo alle ore 21, presso la Sala Consiliare di Quiliano, si è svolto il saggio del corso Uniqui “Leggere ad alta voce – Progetto di lettura e interpretazione di un testo”, condotto dall’attore e doppiatore Lello Ceravolo con Riccardo Giudice.

Un progetto di lettura che porta il nome de “Il Vocificio”, come se fosse una fabbrica di voci, un esperimento sull’uso della propria voce. Tutte le letture sono sempre state legate alle voci, ogni lettura è stata un quadro interpretativo personale.

“Il Vocificio è quella voce che nessuno di noi sente per conformazione della scatola cranica, la si sente soltanto se viene registrata – spiega Lello Ceravolo, voce importante di numerose attività culturali sul territorio di Quiliano e non solo – Il 98% delle persone non si riconosce e non si piace, quindi ho utilizzato questo tipo di effetto specchio e alzato un po’ l’ostacolo. Ho assegnato poi delle letture in base alle caratteristiche vocali e mimiche a leggio, evitando lo studio dei testi a memoria per non impegnare troppo gli allievi. È nato dunque questo saggio teatrale che ha avuto un notevole successo e anche tanto entusiasmo da parte loro”.

Il progetto ha avuto una ampia partecipazione di iscritti che si sono messi alla prova, affrontando difficoltà come timidezza, imbarazzo a parlare in pubblico, ma ricercando sempre l’intenzione: una lettura va trasferita al pubblico con la giusta emotività, una certa cadenza di lettura, un certo ritmo, le pause per alzare l’attenzione di chi ascolta, la corretta respirazione. Si tratta comunque di un corso base che l’amministrazione di Quiliano, da sempre attenta al mondo della cultura, ha voluto realizzare e con molte soddisfazioni. Particolare è stata anche l’introduzione del dialogo, ovvero il parlare a due voci, il ritmo per arrivare al tempo di battuta. A maggio terminerà anche il secondo corso, sempre a cura dell’attore Lello Ceravolo, con contenuti e letture molto interessanti.

“Sono personalmente molto soddisfatto di questo progetto e dell’affluenza che ha avuto, ora bisognerà vedere quale altro corso mettere in cantiere per l’anno prossimo – continua Lello Ceravolo – Dipenderà anche dal numero di iscritti, ovviamente non potrò lavorare molto sulla dizione, implica anni di studio. Io non credo a tutte le pubblicità che ci sono online, non funziona così. Anche all’Accademia d’arte drammatica un attore impiega almeno sei mesi per impararla, studiando tutti i giorni dal lunedì al sabato parlando quasi con nessuno per non farsi influenzare dagli accenti. Per il momento concluderò a maggio il secondo corso, incentrato su monologhi e dialoghi di Stefano Benni. Lo dedichiamo a lui perché purtroppo è mancato, era uno scrittore interessante e ironico, quindi l’80% del saggio sarà rivolto a lui come dedica”.

Un’esperienza culturale che ha lasciato una traccia indelebile per tutti i presenti, testimoni di un percorso intenso e coinvolgente, confermando l’importanza e il valore della voce come strumento di espressione e condivisione.

“Sono rimasto colpito dal fatto che gli allievi hanno iniziato a chiedere di più, è come se gli fosse venuto un certo appetito. Entusiasmandosi vedono che possono essere i protagonisti, anche se per un piccolo momento, di un qualcosa che hanno dentro e che possono trasmettere agli altri. Questo vale anche per persone di una certa età, che hanno saputo cucirsi addosso i testi e comportarsi molto bene. Il pubblico che è intervenuto ha applaudito, sorriso, e a volte anche riflettuto”.

 

By