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QUILIANO CELEBRA LE DONNE COSTITUENTI

21 donne costituenti, ma ancor prima resistenti. L’ANPI di Quiliano, sezione Teccio del Tersé, sabato 7 marzo, in Sala Consiliare, ha omaggiato le politiche, le attiviste, le lavoratrici che hanno dato il loro contributo alla scrittura e poi alla tutela della nostra Costituzione. ALESSIO DE LUCA Diverse estrazioni sociali, diversa origine territoriale e partiti di […]

21 donne costituenti, ma ancor prima resistenti. L’ANPI di Quiliano, sezione Teccio del Tersé, sabato 7 marzo, in Sala Consiliare, ha omaggiato le politiche, le attiviste, le lavoratrici che hanno dato il loro contributo alla scrittura e poi alla tutela della nostra Costituzione.

ALESSIO DE LUCA

Diverse estrazioni sociali, diversa origine territoriale e partiti di appartenza, ma ognuna di loro ha avuto il suo impatto nella stesura della carta costituzionale e nel perseguimento dei diritti politici, economici e civili.

“Pensate che se l’art.3 recita che tutti i cittadini sono eguali dinanzi alla legge senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali/sociali lo si deve alla deputata Lina Merlin. Riuscì così a porre l’accento sul fatto che doveva essere sorpassato il principio per cui gli uomini detenevano il potere economico e le donne invece a casa.”

Fiorenza Giorgi, già magistrata, ha illustrato il contributo che ognuna delle madri costituenti ha saputo dare alla stesura e alle successive modifiche della Carta.

Come la mai dimenticata Angiola Minella, savonese d’adozione, ma originaria di Torino, che entrò a far parte della Costituente, dando un enorme contributo. Celebre fu la sua difesa per i diritti di manifestazione, specie nell’aprile 1948, quando, indignata per le cariche della polizia contro i lavoratori romani in sciopero, irruppe nell’Aula di Montecitorio puntando diritto verso il banco del governo.

Entrò in contatto e collaborò con tutte le altre donne della Costituente con la consapevolezza che lo sviluppo della società dovesse passare  dall’allargamento dei diritti di cittadinanza e sociali alla popolazione femminile, costruendo così una democrazia compiuta nel nostro Paese.

La Prima Guerra Mondiale aveva gioco forza assegnato un nuovo ruolo alle donne, lavoratrici e produttrici, in sostituzione degli uomini in guerra. Un attivismo mal visto dal regime fascista che cercò di ridemensionare con leggi e slogan retrivi quali, ricordati dalla magistrata Giorgi:

  • “La maternità sta alla donna, come la guerra sta all’uomo“: Sintesi del ruolo biologico e sociale imposto, che legava la fertilità femminile alla forza militare maschile.
  • “La donna deve obbedire“: Dichiarazione di Benito Mussolini (1932) che sanciva la subalternità femminile e l’opposizione a ogni forma di femminismo.
  • “La donna doveva essere patriottica, rurale, florida, forte, tranquilla e prolifica“.

La caduta del regime fascista e l’ottenimento del diritto di voto attivo e passivo il 1° febbraio 1945 modificarono il paradigma.

Il decreto luogotenenziale n. 23 emanato dal governo Bonomi sancì le nuove possibilità di voto per le donne, ma furono le Madri Costituenti con il loro lavoro nel’46 e l’impegno negli anni a venire a dimostrare che un nuovo contesto politico-istuzionale, ma anche sociale era possibile.

Per questo è giusto ricordare tutti i 21 nomi per il loro contributo determinante alla storia italiana:

  • Adele Bei
  • Bianca Bianchi
  • Laura Bianchini
  • Elisabetta (Elsa) Conci
  • Maria De Unterrichter Jervolino
  • Filomena Delli Castelli
  • Maria Federici (Agamben)
  • Nadia Gallico Spano
  • Angela Gotelli
  • Angela Maria Guidi Cingolani
  • Leonilde (Nilde) Iotti
  • Teresa Mattei
  • Angelina (Lina) Merlin
  • Angiola Minella Molinari
  • Rita Montagnana
  • Maria Nicotra
  • Teresa Noce
  • Ottavia Penna Buscemi
  • Elettra Pollastrini
  • Maria Maddalena Rossi
  • Vittoria Titomanlio
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