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IL RACCONTO DI GIANNICI – INTERVISTA A CARLO COTTI

“La sua generosità, la sua vicinanza verso i più deboli, la sua vitalità anche nella malattia e il forte altruismo. Questo mi aveva colpito di Giannici. Un vero artista, ma soprattutto un vero amico.” Così il noto regista Carlo Cotti ricorda Gianni Celano in arte Giannici. ALESSIO DE LUCA Fra loro era scattata una connessione […]

“La sua generosità, la sua vicinanza verso i più deboli, la sua vitalità anche nella malattia e il forte altruismo. Questo mi aveva colpito di Giannici. Un vero artista, ma soprattutto un vero amico.”

Così il noto regista Carlo Cotti ricorda Gianni Celano in arte Giannici.

ALESSIO DE LUCA

Fra loro era scattata una connessione artistica e umana fin dal primo incontro. Da quel 15 giugno 2019 in cui il regista Cotti fu insignito, in occasione del Premio Quiliano Cinema, della “pizza cinematografica“, opera realizzata e consegnata dallo stesso Giannici.

Da quel semplice incontro scaturì un forte legame, coltivato per tutto l’anno seguente, attraverso scambi epistolari, mail, post su Facebook. Purtroppo la malattia si portò via Giannici nel gennaio 2020. Ma intervistando il regista Cotti, mentre ricorda i brevi, ma intensi momenti vissuti insieme, si capisce quanto questa connessione sia ancora viva.

“Mi ricordo che quel 15 giugno 2019 ero sconfortato. Avevo appena scoperto, nel viaggio che mi portava da Roma a Quiliano, che il mio grande maestro Franco Zeffirelli era mancato. E Giannici con un semplice abbraccio, sul palco, era riuscito a rincuorarmi. Ecco se devo ricordare una qualità di Gianni, la sua umanità.”

Dopo la scomparsa di Giannici crebbe in Cotti sempre più l’esigenza di raccontare l’opera della artista piacentino, ma di adozione savonese.

E così gli amici di sempre Fabio e Fulvio Lenzi, la compagna di Vita Anita Griselli, e Luciano Carlino lanciano un’idea che per anni era rimasta nel cassetto: la realizzazione di un docufilm sulla vita e le opere di Giannici.

Un’idea accolta subito con grande entusiasmo dal regista Cotti. Partono così nel 2020 le riprese, grazie anche al lavoro dell’aiuto regista Enrico Bonino, con grandi testimoni d’eccezione, da Oscar Prudente, storico cantautore e responsabile delle musiche nel docufilm, a Tullio Mazzotti, Ylli Plaka, Giovanni Poggi, grandi ceramisti albisolesi, passando per Daniele Tiscione, gallerista, fino al compianto ristoratore savonese Claudio Tiranini, ovvero gli amici di una vita. Perché la volontà era quella di raccontare, oltre l’arte, l’umanità di “Giannici, l’uomo che voleva illuminare le stelle“.

E così arriviamo a qualche giorno fa, al 16 gennaio 2025, alla prima proiezione del docufilm al Filmstudio di Savona. Una visione per pochi, ad invito, ma che ha riscosso grande successo.

Emerge un ritratto di Giannici molto umano, molto vicino alle persone più umili e bisognose. Senza infingimenti, senza sovrastrutture, con un forte attaccamento al territorio savonese.

Si raccontano i suoi trascorsi albisolesi, fin dai primi anni ’60, per arrivare agli ultimi anni di vita che lo avevano visto radicarsi defitivamente nel territorio quilianese.

“Sono felicissimo di aver realizzato questo docufilm perchè grazie alle interviste agli amici di una vita ho potuto conoscere lati nascosti dell’artista. E la mia più grande soddisfazione è sentire i ringraziamenti delle persone che grazie al docufilm hanno potuto conoscere Giannici.”

Così conclude la nostra chiacchierata Carlo Cotti. Con un ulteriore promessa, ovvero quella di volere ancora raccontare Giannici e chi lo sa in futuro di realizzare  altri lavori.

Di seguito trovate alcune immagini delle opere dell’artista Giannici:


L’Associazione Produttrice del Film denominata STARS APS ringrazia per il sostegno e il contributo Fondazione de Mari, la Città di Quiliano, il Comune di Albissola Marina, l’Agriturismo Turco di Quiliano e la professionalità dello studo DLQ Creative Factory.

 

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