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I COMUNI MONTANI ESCLUSI DALLA LEGGE: IL CONVEGNO A QUILIANO

La nuova classificazione legata alla Legge sulla Montagna (Legge 131/2025) ha ridotto da 166 a 142 i comuni riconosciuti come montani in Liguria, lasciando 32 comuni esclusi dai benefici dedicati. Quiliano, Ortovero, Ranzo, Vezzi Portio si sono incontrate, ieri giovedì 24 settembre, in Sala Consiliare, insieme ad ANCI e ALI, per spiegare alla cittadinanza i […]

La nuova classificazione legata alla Legge sulla Montagna (Legge 131/2025) ha ridotto da 166 a 142 i comuni riconosciuti come montani in Liguria, lasciando 32 comuni esclusi dai benefici dedicati.

Quiliano, Ortovero, Ranzo, Vezzi Portio si sono incontrate, ieri giovedì 24 settembre, in Sala Consiliare, insieme ad ANCI e ALI, per spiegare alla cittadinanza i nuovi parametri e le criticità e il ricorso presentato al TAR.

“Questa è una causa giusta, perchè un tema che interessa l’intero territorio. Mi rammarica oggi non vedere in Sala i rappresentanti savonesi in Consiglio Regionale, eccetto il consigliere Jan Casella, e i rappresentanti delle associazioni di categoria.” Nelle parole del sindaco di Quiliano Nicola Isetta c’è tutta l’amarezza per il mancato confronto con i vertici regionali e nazionali e per una legge che escluderebbe, ad oggi, il Comune di Quiliano dalla classificazione dei Comuni montani.

Amarezza che però si è tramutata in azioni concrete, con un ricorso al TAR del Lazio contro il Governo per contestare la sua esclusione dalla nuova classificazione.

“Il risultato di questa operazione di fatto è che lo Stato avrà sì un risparmio. Ma la nostra Costituzione stabilisce che lo Stato dispone provvedimenti a favore delle zone montane. Invece di riconsiderare i parametri, le aliquote, le percentuali di benefici il  Governo ha scelto una strada perigliosa optando per un taglio di oltre 300 Comuni.” Così l’avvocato Roberto Damonte, incaricato dalla Città di Quiliano, per il ricorso al TAR, intervenuto al Convegno, ha analizzato il DPCM ricordando però come la carta costituzionale tuteli all’art.44 non i singoli comuni, bensì le zone montane.

Un ricorso che vede anche la partecipazione ad adiuvandum di ANCI LIGURIA. “I parametri che hanno stabilito quali siano Comuni montani non possono essere condivisibili. Pensate che rientra tra quelli montani anche Amalfi, storica repubblica marinara. In più come ANCI non possiamo condividere la mancanza di confronto tra Governo e amministrazioni.” Fabio Satta, vicepresidente ANCI Liguria, racconta così il percorso che ha portato l’associazione a sottoscrivere il ricorso dei 26 comuni esclusi, rimarcando il valore della comunità: “Bello vedere oggi in Sala, ma anche in altre occasioni, amministrazioni come Testico, Osiglia che sono rientrate nella classificazione, ma che portano il loro loro sostegno ai comuni esclusi.”

Nell’incontro sono stati approfonditi i parametri stabiliti dalla legge n°131:

  • Superficie in quota e pendenza: Almeno il 20% del territorio comunale si trova sopra i 600 metri di altitudine e almeno il 25% della superficie ha una pendenza superiore al 20%.
  • Altitudine media e pendenza moderata: L’altitudine media è pari o superiore a 350 metri e almeno il 5% del territorio presenta una pendenza superiore al 20%.
  • Altitudine media generale: L’altitudine media del territorio comunale è pari o superiore a 400 metri sul livello del mare.
  • Altitudine massima: L’altitudine massima registrata nel Comune è pari o superiore a 1.200 metri s.l.m.
  • Province montane di confine: Il Comune appartiene a province con territorio interamente montano e confinanti con Stati esteri, con un’altitudine media comunale di almeno 300 metri.

“Pensate che nel nostro Comune ci sono frazioni che vivono le problematiche quotidiane dei Comuni Montani. Più di metà del territorio supera i 300 metri di altitudine, con un’altitudine massima che arriva ai 1000 metri. Senza dimenticare che nel nostro Comune passa per 13 km l’Altavia dei Monti Liguri ad un’altitudine di 800 m.” Non va per il sottile l’assessore all’urbanistica del Comune di Quiliano Valtero Sparso nel analizzare i parametri della nuova legge, confrontandoli con la situazione orografica quilianese.

Una legge che non solo prevede incentivi sociali, contro lo spopolamento (Bonus prima casa under 41, Bonus natalità, Salvaguardia scuole di Montagna), ma anche e soprattutto per le aziende produttive: “Vanifica tutti gli sforzi fatti dai produttori agricoli, anche nella salvaguardia e tutela del territorio. Siamo veramente di fronte all’irragionevole.”

Il convegno ha visto anche la partecipazione e il plauso di ALI Nazionale, con l’avvocato Andrea Pensi, che ha auspicato: “L’intervento del Governo e del Parlamento con i correttivi necessari alla Legge, prima ancora che si pronunci la magistratura nel 2027.”

Di seguito trovate alcune istantanee della serata

 

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