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Il fascino degli antichi percorsi: la rete stradale odierna “confonde” quando si ricerca la viabilità antica. Continue reading…

Romilda Saggini ha trovato, nella biblioteca di un convento francescano immerso nella campagna umbra, un prezioso manoscritto: un erbario settecentesco che contiene 413 exsiccata, piante raccolte nella fioritura, dalle proprietà medicinali. Di lì è nata una lunga ricerca, che ha portato a questa pubblicazione, che non deve essere considerata come l’epigono, ma piuttosto la base per ulteriori studi futuri. Ha affidato la parte relativa allo studio botanico alla compianta Elsa Mariella Cappelletti, Prefetto dell’Orto Botanico di Padova e a Giancarlo Cassina, curatore dello stesso Orto.

L’erbario ha avuto una storia movimentata nel corso dei secoli. L’anno di composizione, indicato nella prima pagina, è il 1746, il nome dell’autore è fra Giuseppe da Spello. L’opera contiene gli exsiccata di 413 piante; custodita dapprima nella biblioteca del convento francescano di Montesanto, nei pressi di Todi, recentemente è stata trasferita nella Biblioteca Porziuncola, in un ambiente più idoneo alla sua conservazione.
Si tratta di un raro reperto, in quanto è il frutto singolare del lavoro di un infirmarius francescano che mise insieme le piante conservate essiccate nella farmacia e raccolte nell’“Orto dei Semplici” del convento francescano padovano in cui si trovò a soggiornare per un periodo di due anni nel corso della sua vita, dal 1745 al 1746.

Il volume sarà presentato dalla curatrice, Romilda Saggini, nel Salone di Storia Patria il 12 settembre, alle ore 17.30.

Ci sono storie che lasciano una cicatrice profonda e indelebile, storie ancora da raccontare perché conosciute poco o semplicemente da mantenere in vita. Grazie alle accurate ricerche di Claudia Avogadro, che accogliamo sempre con grande calore e stima, per Quilianonline pubblichiamo la storia dell’internato militare cadibonese Giovanni Roscio. Attraverso lettere, documenti, informazioni forniti dal figlio Mario, Claudia Avogadro ha ricostruito il periodo della sua prigionia in Germania. Continue reading…

Dall’Uruguay il discendente di un emigrato da Montagna a metà del 1800 scrive a Quilianonline per sapere se ci sono suoi parenti ancora vivi o avere qualche notizia in più. Quilianonline gira il contatto a Claudia Avogadro un’esperta in questo genere di ricerche,  accurata e particolarmente attenta. Ne esce fuori un racconto straordinario di un emigrante, della sua numerosa e bella famiglia, con particolari straordinari. Una storia tutta da leggere.
CLAUDIA AVOGADRO

“ La distanza e il tempo rendono le storie difficili da raccontare, se lo fanno non oltrepassano alcune generazioni e tutto viene perduto”.

Così inizia il racconto di Antony Spatóla.

Sono trascorsi 180 anni da matrimonio nella Parrocchia di San Michele di Montagna tra Gio Batta Spatola di 28 anni e Paola Geido di anni 20 che il 19 febbraio 1844 divennero marito e moglie e dalla loro unione nacquero 7 figli: Giuseppe Michele (1845), Antonio (1847), Matteo Luigi (1849), Giovani Battista (1851), Giuseppe (1856) e infine accolsero le ragazze della casa, Maria Benigna (1858) e Maria Cattarina (1860). “Immagino che da questi eventi emergano molte cose e molte storie debbano essere raccontate, – racconta Antony Spatola- ma non posso dirvi di più di quelle che mi sono arrivate: discendo da Giovanni Battista figlio di GioBatta e Paola Geido, nato nel 1851 il 20 ottobre e nella parrocchia di San Michele battezzato il giorno 21”. Giovanni Battista tra il 1875 e il 1876 parte da Montagna verso l’Uruguay, con la speranza di ricongiungersi con il padre che, come emerge da alcune lettere, si trovava in Montevideo, forse insieme al suocero Michele Geido in questa città domiciliato. Il destino beffardo fece si che i due non s’incontrassero: Gio Batta partiva, Giovanni Battista arrivava, padre e figlio separati per sempre. Giovanni Battista non ritornò più nella sua Montagna.

URUGUAY

San Jacinto è una nuova città fondata a seguito di una donazione di terreno da parte della Signora Maria Vera, sorella di Monsignor Jacinto Vera nominato nel 1865 vescovo di Montevideo, una città fondata da italiani e spagnoli e proprio nei documenti che troviamo Giovanni Battista Spatola tra i primi coloni nel 1876. “Il nostro ardito viaggiatore Giovanni Battista sposa il 29 novembre 1884 Francisca Villar d’origine spagnola, forse anche lei come molti era alla ricerca di nuove opportunità: la cosa bella è che hanno deciso di affrontare insieme quella sfida in un posto nuovo”. Giovanni Battista e Francisca, in quel periodo si trovano nel dipartimento di Lavalleja, nella zona di San Francisco, dove la loro professione risulta agricoltori, “è la mia opinione personale – scrive Antony Spatola- che abbia trovato in quel posto una somiglianza con la sua terra natale di montagne e colline”. Dalla loro unione nascono undici figli, Juan Jose (1881), Bonifacio (1885), Juan Antonio (1887), Justa (1889), Maria Magdalena (1891), Vittoria (1893), Dorotea (1895), Paolina (1897), Giuliana Lucia (1899), Francisca (1901) e Pilar Venanzio (1903).

“Il mio bisnonno – scrive ancora Spatola-  nasce nel 1887 il 13 settembre, si chiama Juan Antonio fa il fabbro e sposa Maria Antonia Falero nel 1910, vivono un periodo ad Arequita ma poi ritornano a San Jacinto, hanno già tre figli”. “Nonno “Chiche”, è l’ ultimo dei loro sei figli e gli viene dato il nome del padre Juan Antonio. Nasce tre anni prima della morte del padre da una una mamma già anziana per l’epoca, aveva 44 anni. Il nonno Juan Antonio nato il 13 giugno del 1930 fu una vera sorpresa e per questo il padre gli diede il soprannome di “chiche” . ”Maria Antonia (1911), Juan Jose (1912), Justo (1915), Emma (1919), Maria Vittoria (1925) e Juan Antonio (1930) rimasero orfani di padre “Il nonno non parlava di suo padre, forse soffriva, forse non avendolo mai vissuto come padre gli era “indifferente”, fu cresciuto da un fratello maggiore Justo, che preso dallo sconforto di essere malato gravemente si suicidò. Questo fu un grande dolore per il nonno. Con la madre aveva un buon rapporto era stata lei ha crescere i figli a sacrificarsi”. Juan Antonio riuscì a salutare la madre morente percorrendo 500 chilometri in motocicletta in inverno: “Caricò sulla moto una tanica di benzina – ricorda Spatola – per non doversi fermare lungo la strada e partì. Arrivato a destinazione, due uomini dovettero aiutarlo a scendere dalla moto, era semi assiderato, in preda ai crampi, dovettero massaggiarlo per più di mezz’ora per fargli riprendere l’uso della gambe e delle braccia, così lui riuscì a dire addio alla madre”. Il cammino della vita va avanti Juan Antonio sposatosi ha due figli “Ha formato la sua famiglia ha cresciuto bene i suoi figli, ha lavorato come autista e ci ha lasciti nel 2001”.

Gio Battista Spatola…
….e sua moglie Francisca Villar

I RACCONTI DEGLI ANZIANI

Gli undici figli di Giovanni Battista formano le loro famiglie, dal 1884 sono passati 140 anni e non è facile reperire informazioni su tutti i discendenti. “Tio Pilar Venancio visse sino a 102 anni, la festa per i suoi 100 anni fu una grande riunione di famiglia. Sono in contatto con la figlia che oggi ha 81 anni Martha, lei mi ha raccontato la storia di Giovanni Battista del suo viaggio della sua grande famiglia composta da 11 figli ed ho iniziato a fare delle ricerche, discendono la lui quarantaquattro nipoti e cinquantotto pronipoti. La più anziana discendente il 2 dicembre compirà 94 anni, si chiama Hortencia”.

E’ proprio durante le indagini che Antony Spatola ritrova i ritratti dei suoi avi, ora Giovanni Battista e Francisca hanno un volto.

MONTAGNA QUILIANO

L’atto di morte di Gio Batta un esposto, nato in Savona proveniente dall’Ospizio dell’Infanzia Abbandonata, muore in Montagna il 23 novembre 1891 all’ eta di 76 anni. (atto n.91). Come arrivò a Montagna non sappiamo dirlo, potrebbe essere arrivato neonato “a balia” o più grandicello “affigliato” a qualche famiglia del posto o alla stessa famiglia Geido. Sappiamo che si è sposato in Montagna nel 1844, con Paola Geido che il di lei padre Michele Geido era domiciliato in Montevideo, in quell’intreccio di emigrazione che comprende tanti abitanti di Montagna tra cui gli Schinca, i Delsalvo, i Rebella e gli stessi Geido. Sappiamo che è iscritto sulle carte un Hotel Espana, uno dei tanti hotel fantasma ove gli emigrati indicavano il loro indirizzo di destinazione in Montevideo. Alcuni fecero fortuna, altri, invece, vissero le stesse condizioni che avevano lasciato in patria. Inserisco le informazioni dei figli di Gio Batta e Paola, poiché farebbe piacere a Antony Spatola ritrovare qualche discendente:

Maria Catterina che nasce nel 1860, sposa in Quiliano Parodi Giulio Gaetano entrambi nati e domiciliati in Montagna celebrano il loro matrimonio il 18 maggio 1879 (atto n. 18)

Antonio che nasce nel 1847, sposa in Quiliano Berruti Angela entrambi nati e domiciliati in Montagna celebrano il loro matrimonio il 18 novembre 1883 (atto n. 27)

Maria Benigna che nasce nel 1857, sposa in Quiliano Genta Gio Batta Bernardo nato a Roviasca già vedovo di anni 36, domiciliati entrambi in Montagna, il 3 ottobre 1888 (atto n. 31)

Giuseppe Michele Antonio nato nel 1845.

Matteo Luigi nato nel 1849.

Giuseppe nato nel 1856.

Giovanni Battista nato nel 1851 protagonista della nostra storia.

In riferimento agli Atti prima del 1866 Archivio Diocesi Savona Noli

In riferimento agli Atti dopo il 1866, Archivio di Stato di Savona

Si ringrazia:

Antony Spatòla.

Archivio Storico Diocesi Savona-Noli

Archivio di Stato di Savona

Venerdì sera evento speciale di letture e musica nella Sala Consiliare del Comune di Quiliano per il Giorno della Memoria Continue reading…

Arriva un’età o una fase della nostra vita in cui sentiamo il bisogno di conoscere il nostro passato. Proprio da quel momento ci accorgiamo che passato e presente sono uniti da un legame indissolubile e che, proprio noi stessi, siamo l’anello di una catena proiettata verso il futuro. Anticamente la realizzazione di un albero genealogico era una pratica esclusiva delle famiglie di discendenza nobile, per dimostrare la purezza di una stirpe e la sua grandiosità, ma oggi le cose sono cambiate: è un mezzo per conoscersi, per scoprire da dove veniamo anche se le ricerche e la ricostruzione dei vari rami di famiglia sono spesso difficili, richiedendo un gran lavoro e una grande precisione.

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Il rotolo di Treponti nell’incontro tra le associazioni Storia Patria e Aemilia Scauri a san Pietro in Carpignano martedì 21

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Come è nato e si è realizzato il progetto “Murales resistenti” del Comune di Quiliano, Quilianonline.it e gli studenti della 4^D e 5^D dell’Istituto Ferraris-Pancaldo di Savona per ricordare il 77° anniversario della Liberazione. Tutte le fasi del lavoro: dalla progettazione all’affissione.

https://www.quilianonline.it/cultura/un-25-aprile-giovane/

 

Anche quest’anno il 25 aprile, verrà ricordato a Quiliano e nelle sue frazioni. Le celebrazioni per 77° anniversario della Liberazione si articoleranno su più giornate e vedranno la partecipazione di molti giovani proseguendo nella linea già avviata lo scorso di anno di avvicinare, a un tema tradizionale e fondamentale come quello della lotta al fascismo, le nuove generazioni. Le iniziative, promosse dal Comune, hanno visto l’adesione delle sezioni quilianesi dell’Anpi e del progetto “Percorsi che resistono” di Quilianonline.it.

 

ESTER MANITTO

 

Le celebrazioni hanno avuto già nei mesi scorsi il coinvolgimento degli studenti dei corsi di grafica dell’Istituto tecnico Pancaldo-Ferraris di Savona con lo studio, la progettazione e la realizzazione di giganteschi manifesti con tema la lotta di liberazione. Questi manifesti, verranno affissi sia nell’istituto di Ferraris-Pancaldo sia su alcuni degli edifici comunali di Quiliano e delle sue frazioni. L’intento è quello di offrire un linguaggio moderno, adatto ai giovani e alle nuove generazioni su un tema importante e fondamentale come quello di tramandare i valori della Resistenza e dall’antifascismo.

Lo scorso anno su progetto di Quilianonline.it era stato attuato “Percorsi che resistono” che aveva visto la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto tecnico. Quest’anno la collaborazione è partita già in autunno e in questi mesi sono sta realizzati disegni, schemi e un piano dell’opera che verrà affissa da martedì 19 per essere visibile nei giorni successivi.

Il progetto “Percorsi che resistono” consiste nella visione delle storie dei protagonisti della Resistenza che danno il nome a strade e luoghi di Quiliano. Tramite i video realizzati si può conoscere la loro vita, la loro fine, le loro scelte. Utilizzando i codici QR si può avere la possibilità di ottenere queste informazioni direttamente sul posto. Un libro, inoltre, raccoglie tutte queste storie.

Il progetto era stato arricchito da una serie di manifesti grafici realizzati dagli studenti dell’Istituto Ferraris Pancaldo di Savona, indirizzo grafica e comunicazione.

Anche quest’anno, a conferma della collaborazione tra il Comune di Quiliano e l’Istituto Ferraris Pancaldo i ragazzi della 4D e della 5D hanno lavorato ad un progetto “titanico”, una mostra a cielo aperto con manifesti murali di grandi dimensioni affissi sulle pareti di edifici del territorio di Quiliano e dello stesso Istituto Pancaldo Ferraris.

I ragazzi, guidati dai docenti Marta Delfino e Gianpaolo Parodi, hanno lavorato prima in modo analogico sulle fotografie storiche fornite dal comune di Quiliano, poi le hanno digitalizzate e hanno proseguito con il processo creativo, che si è trasformato in un vero e proprio atto di amore e di cura verso volti e figure che hanno fatto la nostra storia della Resistenza.

Da oggi 19 aprile è iniziata all’Istituto Pancaldo -Ferraris e nei luoghi scelti dall’amministrazione comunale  a Quiliano e nella frazioni, l’affissione delle gigantografie che costruiscono il messaggio sulla Resistenza. Una scelta grafica legata ai giovani per dare il senso della continuità nel ricordo della Liberazione.

L’intento è quello di offrire un linguaggio moderno, adatto ai giovani e alle nuove generazioni su un tema importante e fondamentale come quello di tramandare i valori della Resistenza e dall’antifascismo. L’attività svolta dai ragazzi dell’istituto tecnico savonese ha inizio già dallo scorso anno quando la scuola ha aderito al progetto di Quilianonline.it  “Percorsi che resistono” . Le classi hanno lavorato prima in modo analogico sulle fotografie storiche fornite dal comune di Quiliano, poi le hanno digitalizzate e hanno proseguito con il processo creativo, che si è trasformato in un vero e proprio atto di amore e di cura verso volti e figure che hanno fatto la nostra storia della Resistenza.

“Abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa di “Percorsi che Resistono” – ha dichiarato il dirigente scolastico Alessandro Gozzi – per il secondo anno di fila, perché crediamo fortemente nel valore della Memoria. I nostri ragazzi hanno lavorato con entusiasmo proponendo ed elaborando manifesti giganti dando vita ad una vera e propria mostra a cielo aperto”.

Il progetto “Percorsi che resistono” consiste nella visione delle storie dei protagonisti della Resistenza che danno il nome a strade e luoghi di Quiliano. Utilizzando i codici QR si può avere la possibilità di ottenere queste informazioni direttamente sul posto e poter guardare i video realizzati, conoscere la vita dei protagonisti, la loro fine, le loro scelte. Un libro, inoltre, raccoglie tutte queste vicende. 

Le affissioni delle gigantografie che costruiscono il messaggio sulla Resistenza hanno, pertanto, lo scopo di  dare il senso della continuità nel ricordo della Liberazione.

Ecco il calendario completo

Programma:

– VENERDÌ 22 APRILE – ore 10.00

Teatro Nuovo a Valleggia

Spettacolo “Scuole resistenti – costruttori di pace”

a cura dell’Istituto Comprensivo di Quiliano.

Uno spettacolo degli studenti per gli studenti e

per gli altri  le riprese da Quilianonline.

– SABATO 23 APRILE – ore 8.00

Sezione ANPI Quiliano organizza

CAMMINI RESISTENTI

alla riscoperta dei sentieri partigiani

Percorso ad anello di 4 ore dal Teccio del Tersè

Ritrovo ore 8.30 da via Cavassuti a Roviasca

Pranzo al sacco

Per informazioni cell 348 601 3235

– DOMENICA 24 APRILE – ore 16.00

Presentazione Progetto

“Murales Resistenti” mostra a cielo aperto

Cadibona presso Cadifugio

Rinfresco a cura della Proloco di Cadibona

77° anniversario della liberazione Città di Quiliano

Sezioni del Quilianese

– ore 20.30 – Fiaccolata

Partenza da Piazza Caduti Partigiani

Arrivo sede Istituto Comprensivo di Quiliano, via Valleggia Superiore

Saluti ufficiali sez Anpi del Quilianese,

Saluto del Sindaco Nicola Isetta,

Intervento di Bruno Marengo Anpi Provinciale

A seguire intervento musicale

Klezmer Bridge Trio

Paola Esposito: mandolino

Marco Pizzorno: chitarra

Riccardo Mitidieri: fisarmonica

Brani della resistenza e della tradizione klezmer

LUNEDÌ 25 APRILE

– ore 9.00 – Cerimonia di commemorazione dei caduti Cairoli, Marcenaro e Rocca presso il cippo (dietro cimitero di Quiliano)

– ore 10.30 – Messa a Roviasca

A seguire aperitivo offerto dal Circolo ACLI

– ore 13.00 – Pranzo garibaldino

Presso la SMS Montagna

Prenotazioni al numero 019 8878407

– ore 16.00 – Cerimonia di inaugurazione “Murales Resistenti” mostra a cielo aperto

Piazza Costituzione presso sede Biblioteca

Elaborati fotografici e grafici realizzati dagli studenti

dell’Istituto Ferraris Pancaldo di Savona.

Sindaco della Città di Quiliano Nicola Isetta e ragazzi e ragazze del CCR

– ore 16.30 – Visita tour

“Murales Resistenti” mostra a cielo aperto

Partenza da Piazza Costituzione, ognuno con i propri mezzi.

 

Alcune ricerche bussano prepotentemente alla porta.

Con  una frase scritta in fondo alla pagina di un manoscritto: “Marco Tessitore, deportato, deceduto si ignora la sorte”, inizia una ricerca durata un paio d’anni.

CLAUDIA AVOGADRO

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