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SUL PALCO CON PAOLINI

Dietro le quinte dello spettacolo di Marco Paolini andato in scena al Teatro Nuovo di Valleggia lo scorso 24 giugno ANDREA OLIVERI “Si prospettano tempi difficili per le persone intelligenti” canta Marco Paolini con il fido Lorenzo Monguzzi nel suo nuovo spettacolo “Sani!”: “Attraverso una serie di piccoli e grandi momenti di crisi, alcune personali […]

Dietro le quinte dello spettacolo di Marco Paolini andato in scena al Teatro Nuovo di Valleggia lo scorso 24 giugno

ANDREA OLIVERI

“Si prospettano tempi difficili per le persone intelligenti” canta Marco Paolini con il fido Lorenzo Monguzzi nel suo nuovo spettacolo “Sani!”: “Attraverso una serie di piccoli e grandi momenti di crisi, alcune personali e altre collettive, racconto il particolare tempo in cui viviamo – afferma Paolini – in particolare quel momento in cui ti rendi conto che ti è successo qualcosa, speri che passi e che tutto ritorni come prima”. Secondo l’attore e drammaturgo, tutte le crisi sono degli importanti punti di svolta che consentono di cambiare una situazione o una condizione: “Il significato della parola crisi è cambiamento, per cui bisogna accorgersene in tempo e non perdere l’occasione”.

Paolini è arrivato a Valleggia nel tardo pomeriggio di venerdì 24 giugno, pipa tra le labbra, accompagnato dal cantautore Lorenzo Monguzzi, autore della parte musicale dello spettacolo che si è esibito sul palco insieme a lui armato di chitarra acustica e stomp box, la moglie e produttrice teatrale Michela Signori – con la quale ha fondato la società JoleFilm – e al suo staff di tecnici che si sono occupati di montare gli elementi scenici e curare l’impianto luci, attività che Paolini ha seguito e diretto meticolosamente, passo dopo passo. L’attore è stato poi accolto da una rappresentanza della giunta comunale di Quiliano.

“Sani!”, il titolo dello spettacolo, è innanzitutto un saluto: “E’ un modo arcaico di dire buongiorno che che si usava nella valle del Piave dove sono nato, lo usavano i miei nonni e a me è sempre piaciuto” – spiega l’attore – lo spettacolo è nato nell’estate della prima pandemia: avevo ben chiaro il fatto che non ne eravamo fuori e che quell’estate non avrebbe costituito un dopo ma una specie d’intervallo dall’emergenza che sarebbe ripresa nei mesi successivi”.

E’ proprio per questo che Marco Paolini ha scelto “Teatro tra parentesi” come sottotitolo della rappresentazione: “L’ho fatto per dire che non c’è niente di normale in questo momento: non sono io che mi sento tra parentesi, ma è come leggo il nostro tempo. E’ sicuramente peggio di prima, nel senso che c’è poca voglia di affrontare al nodo le questioni”. A questo punto, qualche parola sul tema della pandemia è d’obbligo: “Portare in giro per l’Italia storie e contenuti che ci riguardano dovrebbe essere la cosa più normale del mondo, purtroppo la pandemia ha reso meno scontata la possibilità di ritrovarsi nei teatri, grandi o piccoli che siano”.

Lo show, che ha fatto tappa al Teatro Nuovo di Valleggia lo scorso 24 giugno facendo il tutto esaurito, è arrivato a pochi giorni dalla fine del decreto che imponeva l’uso della mascherina nei teatri al chiuso: “In teoria il pubblico non dovrebbe averla per legge, ma i segnali che abbiamo di ripresa dei contagi fanno sì che il pubblico se la porti lo stesso: comunque è una forma di rispetto nei confronti degli altri”, ha dichiarato.

I temi di fondo di “Sani!” sono quelli della crisi climatica e della transizione ecologica, la cui fragilità è simboleggiata dall’enorme castello di carte al centro della scena: “Siamo in piena crisi idrica – denuncia Paolini – avremmo bisogno di ragionamenti condivisi, non di semplici appelli contro i comportamenti poco virtuosi e individuali, facendo passare poi sottobanco la tolleranza nei confronti di chiunque decide che la propria libertà di usare l’acqua è più importante di quella di condividerla con altri…mi stanno un po’ sul culo questi sani egoismi!” chiosa, senza peli sulla lingua, precisando che il termine ‘sani’ è ironico.

Ma non si pensi che l’attore abbia la verità in tasca: infatti Paolini si smarca da chi gli chiede ulteriori spiegazioni o soluzioni ai problemi: “Detesto spiegare; è inutile quindi che vi dica come la vedo perché è quello che faccio sul palco – conclude – quello che riesco a mettere nelle mie opere si vede in scena ed è tutto ciò che voglio dire. Non vendo opinioni”.

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