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DA CADIBONA AL FRONTE

Il tempo non lenisce le ferite o stempera il dolore. Anzi. I documenti che Claudia Avogadro questa volta ha raccolto e ci propone, coinvolgono una Comunità, quella di Cadibona, una famiglia quella di Angelo Tortarolo e dei suoi parenti:  il padre, la madre, la sorella, la cugina Bianca promessa sposa. In poche righe vengono riassunti […]

Il tempo non lenisce le ferite o stempera il dolore. Anzi. I documenti che Claudia Avogadro questa volta ha raccolto e ci propone, coinvolgono una Comunità, quella di Cadibona, una famiglia quella di Angelo Tortarolo e dei suoi parenti:  il padre, la madre, la sorella, la cugina Bianca promessa sposa. In poche righe vengono riassunti usi, costumi, usante, consuetudini. Ci restituiscono un mondo fatto di rapporti importanti (quelli del padre), ma anche semplici e spontanei (gli amici commilitoni di Cadibona) e famigliari. Una straordinaria finestra temporale su un mondo che non c’è più. È un documento che ha più di cento anni ed è di una freschezza  straordinaria e commuove per la bontà dei sentimenti che traspaiono, la dolcezza dei rapporti famigliari, l’attualità delle problematiche: il dolore e l’inutilità della guerra, la sofferenza, la paura. Un ragazzo di vent’anni che in pochi mesi conoscerà l’abbandono del proprio territorio al quale resterà legato con la frequentazione dei commilitoni che provengono da Cadibona, lo strazio della famiglia lontana, il terrore della guerra, la morte. Un storia tutta da leggere sulla quale riflettere, commuoversi, addolorarsi. Ci sono sempre ragazzi di vent’anni che perdono la famiglia, hanno paura, vanno incontro, inutilmente, alla morte.

Storia di Angelo

«………sono sempre insieme a tutti quelli di Cadibona con il Chile e il Pippo di Simonin con il figlio di Ponoccia. Dunque il mio indirizzo è questo 41° Reggimento fanteria Savona per dove si trova.» [ Savona 15 aprile 1915]

CLAUDIA AVOGADRO

Angelo Tortarolo classe 1894 Caporale del 41° Reggimento Fanteria nato a Cadibona figlio di Giuseppe e Rebella Maria,

Lo scambio di corrispondenza, caso assai raro, è sia quella spedita da Angelo a casa sia quella ricevuta da lui al fronte, i mesi sono pochi da Maggio a Luglio, ma ricchi di notizie, incoraggiamenti e raccomandazioni “…ti prego di scrivere presto” “..cerca di stare in buona salute” non mancano i saluti “…a quelli di Cadibona”. Le lettere antecedenti questo periodo vengono spedite da Savona ove svolge il servizio militare.

Angelo parte da Savona l’11 maggio dalla Caserma Carminati, arriva ad Udine il 15 e il giorno 18 si trova a Cividale (Cividale del Friuli). Scrive alla famiglia, ed è la lettera più commovente, dalla quale traspare l’innocenza di un ragazzo di campagna unita alla paura che si legge tra le righe, « …Caro padre dici alla mamma che non si spaventa che io qui dove mi trovo ci sto bene. Dunque vi prego di non paventarvi che andara più bene che non ci crediamo”. [Cividale 18 maggio 1915]

Il caporale Angelo Tortarolo

Corrisponde anche con Bianca cugina e promessa sposa.

«………saluti e baci e firmo sempre tuo amante Tortarolo Angelo» [9 luglio 1915 inviata a Bianca]

Che Bianca forse la sua promessa fidanzata ne scrive anche il padre Giuseppe «….. tempo che non hai scritto alla fidansata Bianca tutte le domeniche viene a casa nostra a vedere se hai scritto prima lo sai non voleva venir mai e che non ci piaceva il vino ma adesso lo beve e sempre più grossa che la vedessi cosa pare» [Cadibona 25 giugno 1915]

La sorella Angiolina scrive «… siamo contenti che sei con quelli di Cadibona … il giorno 19 la mamma del Gin ha ricevuto la lettera siamo rimasti un po’ più contenti di sentire le tue notizie … ho ricono sciuto la tua calligrafia … il babbo a fatto leggere la tua lettera al Marchese Doria e dissero che se fossero tutti come te presto fosse finita » [Cadibona 26 giugno 1915]

Angelo viene promosso Caporale, cosa che rende orgogliosa la famiglia «….quando a metà del pranzo è arrivato la tua lettera del 21 ho dato lettura della stessa in alta voce … … Ho pure inteso che tu fra i combattenti hai fatto il tuo proprio dovere con amore al Re e alla Patria, e questo fa piacere alla famiglia, e al paese. » [Cadibona 29 Giugno 1915]

La questione dei pacchi postali è annosa e non priva di complicazioni, porta scompiglio nella famiglia e se Angelo nelle prime lettere non chiede nulla, nelle ultime si fa insistente nel richiedere tabacco, indumenti caldi, carta per scrivere. «… …   quattropaio calze, ed un paio di mutande, e n 5 pacchetti di sigarette ed un salame, e un piccolo pane dolce, e due formagette. Il tutto è inviato dalla Mamma … » [Cadibona 3 luglio 1915]

Nella lettera che Angelo invia alla sorella Angiolina, l’11 luglio, lamenta di non aver ricevuto nessun pacco, chiede un poco di liquore e del vino, questa lettera è la più complicata da leggere scritta forse su carta oleata con calligrafia incerta; traspare lo sgomento ,«… pensavo che andasse male, dopo cinque ore di lotta e cessato tutto in massimo silenzio tutti tranquilli e contenti illudendomi assai un po’ …». Per sfuggire alla censura Angelo scrive di un temporale e grandine assai grossa, vorrebbe raccontare per liberare il cuore ma nello stesso tempo incoraggia chi a casa aspetta sue notizie, «…dilli alla mamma di farsi coraggio che si ci rivede presto» [ Zona di Guerra 11 luglio 1915 e lettera senza data]

La commovente lettera fra padre e figlio

Non mancano le cartoline, spedite dal Santuario Nostra Signora di Misericordia di Savona, la madre lo raccomanda alla Santa Vergine, prega come ogni madre d’Italia per il ritorno del figlio, ma Angelo non ritornerà più a Cadibona.

L’atto di morte è tra le carte il più atroce epilogo; morto il 25 luglio , il destino ha così voluto che il giorno prima della festa Patronale dei Santi Anna e Gioacchino, Angelo lasciasse un vuoto nella famiglia e nella comunità, «… mancava ai vivi alle ore nove in età di anni ventuno…».

Arrivano a casa Tortarolo le condoglianze, l’amministrazione Comunale di Quiliano di cui Giuseppe Tortarolo è consigliere per Cadibona; le Suore di Santa Rosa presenti nell’Asilo infantile scrivono “… Egregio Signor Presidente lei ci fa tanto bene e vorremmo sollevarla in questa circostanza, ma pregheremo il Buon Dio che l’aiuti e la conforti”. Tortarolo Giuseppe che è amministratore per la famiglia Doria riceve da Genova Albaro il 13 agosto le parole seguenti “ … caduto per la Nostra Patria !!! Se è questo per Voi un gran onore è però sempre un gran dolore … e partecipo con voi alle vostre pene” firmato Marchese Doria Lamba. [lettere del 10 – 12 – 13 – 20 agosto 1915]

Ma torniamo sull’atto di morte “… sepolto a Monte Nero” con l’aiuto di esperti abbiamo cercato, invano la sepoltura di Angelo, siamo quasi certi che le spoglie di Angelo siano state traslate presso Sacrario di Caporetto tra le salme degli ignoti.

Il 41° Reggimento Fanteria in supporto agli Alpini, combatté tra il 21 e il 25 luglio presso il Costone di Luznica e in quel luogo Angelo perse la vita.

Ho volutamente lasciato nelle trascrizioni delle lettere gli errori , questo per rispetto verso Angelo e la sua famiglia.

Si ringrazia Tortarolo Lorenzo, Fabrizio Gregorutti e il gruppo FB Grande Guerra 1915-1918.

Fronte del Monte Nero, 15 luglio 1915.
Santa Messa per gli alpini sul campo di battaglia.
Don Giuseppe Delmonte, cappellano militare del Battaglione Aosta, qui ritratto durante l’Eucarestia, cadrà in battaglia il 29 giugno 1916 sul monte Coni Zugna.

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