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GARRONI, IL MEDICO DI NAPOLEONE

Una storia curiosa, affascinante, sembra quasi una leggenda. Una storia straordinaria che racconta di un’amicizia, di un legame di reciproca stima tra Napoleone, un prete e un medico. SABRINA ROSSI   Qualche mese fa in un articolo di Quilianonline abbiamo raccontato del prete Felice Polleri e delle sue gesta, di come aiutò Napoleone nella sua […]

Una storia curiosa, affascinante, sembra quasi una leggenda. Una storia straordinaria che racconta di un’amicizia, di un legame di reciproca stima tra Napoleone, un prete e un medico.

SABRINA ROSSI

 

Qualche mese fa in un articolo di Quilianonline abbiamo raccontato del prete Felice Polleri e delle sue gesta, di come aiutò Napoleone nella sua Campagna d’Italia diventando un protagonista. Ma non è tutto. Un’altra figura emerge accanto a loro, un medico, rivoluzionario, politico: Giobatta Garroni.

Se ne racconta ampiamente nel testo di Franco Pellero, “Napoleone dalla Sabazia alla Valbormida” dopo verifiche, approfondimenti, ricerche.
Giobatta Garroni nacque a Quiliano nel 1766, si laureò a Genova nel 1788 in filosofia e medicina e, sempre qui, completò i due anni di praticantato per esercitare la professione di medico. In quegli anni la rivoluzione francese era in atto e, proprio in questo clima, il giovane Garroni venne influenzato da ideali democratici.

Passaporto con cui il dr. Garroni si recò a Milano per conferire con Napoleone

IL MEDICO CHE CURÓ I FRANCESI

Nomina del dr. Garroni a Capo di tutte le Compagnie del Battaglione di Savona

Il generale Napoleone Bonaparte, nel novembre del 1794, arrivò a Vado per rafforzare questo punto strategico. Aveva 25 anni, mentre Garroni 28. Feliciano, il padre del medico, era Podestà di Vado. Sicuramente in quell’occasione i due ebbero modo di conoscersi.
Durante la sanguinosa battaglia tra truppe francesi e austriache svoltasi nella zona di Madonna del Monte, Zinola e Tiassano il medico, leale ai francesi, fornì assistenza e cura ai soldati feriti.
Un uomo molto caro e prezioso per i francesi non solo per l’appartenenza ad una famiglia importante del Savonese, ma anche per le sue amicizie strategiche in Valbormida e a Genova. Solo grazie alla guida del prete Polleri di Cadibona e del dottor Garroni, la divisione Massena riuscì ad aggirare le truppe austriache a Montenotte.
Nel maggio 1797 i due vennero invitati a Milano per conferire con Napoleone. Terminato il colloquio, tornarono a Genova dove ebbero inizio i moti rivoluzionari contro il vecchio governo. I moti fallirono e don Polleri venne arrestato. Il 31 maggio il generale Bonaparte dichiarò decaduto il Governo della Repubblica di Genova e instaurò la Repubblica Democratica Ligure. Proprio per la fedeltà, l’aiuto e l’appoggio il prete Polleri venne liberato e nominato Presidente dell’Amministrazione Centrale del distretto di Savona, mentre il dottor Garroni venne nominato Comandante delle “Forze Armate di Savona”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Decreto di conferma, emanato dall’Amministrazione Centrale del distretto di Savona, di nomina a Capo Battaglione del dr. Garroni

GARRONI DA QUILIANO AL FIANCO DI MASSENA

Con questo titolo, nella primavera del 1800, affiancò a Genova il generale Massena dove l’esercito francese era attaccato per terra dagli Austriaci e per mare dagli Inglesi. Riuscirono a guadagnare più tempo del previsto permettendo alle divisioni francesi guidate da Napoleone di attraversare le Alpi per scendere in Piemonte. Il 14 giugno 1800 gli austriaci vennero sconfitti inaspettatamente a Marengo dopo due battaglie in un solo giorno.
Un rivoluzionario, un combattente, una guida, Giobatta Garroni fu uno dei protagonisti di questa vicenda prima di decidere di dedicarsi solo ed esclusivamente alla professione di medico.

Raffigurazione della battaglia di Marengo

 

Nomina del dr. Garroni a Sindaco di Quiliano

MEGLIO LO STUDIO E LA MEDICINA DELLA POLITICA

In realtà cedette ancora una volta, anzi tre, alla tentazione di farsi affidare altri incarichi. Il primo, accettò nel 1802 la nomina a procuratore del Capo Cantone di Vado presso il Governo della Repubblica Ligure per chiedere il pagamento delle “provviste e delle somministrazioni fatte negli anni adietro alle truppe si liguri, che francesi”. La seconda volta accettò la nomina di Sindaco di Quiliano nel 1828. Infine, il terzo, fu un incarico più di carattere religioso, ovvero quello di “Sindaco apostolico”. I padri cappuccini, non potendo maneggiare moneta per rispettare la regola della povertà, avevano bisogno di una figura laica che lo facesse per loro.

 

Nomina a “Sindaco apostolico” dei padri cappuccini

Giobatta Garroni data la sua posizione, famiglia, conoscenze avrebbe potuto ambire di più, godere di maggiori privilegi. Ma il suo spirito rivoluzionario era ormai giunto al capolinea preferendo la medicina, lo studio, la ricerca. Un’ambizione, un sogno a cui dedicare una vita.

 

Per rileggere la storia del prete Felice Polleri di Cadibona cliccare sul link qui sotto:

https://www.quilianonline.it/frazioni/il-prete-che-salvo-napoleone/

 

 

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