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SCEGLIERSI IL DESTINO

Il pellegrinaggio è una scelta che può segnare una vita. Fare un pellegrinaggio su una sedie a rotelle è un insieme di prove e di confronti. Reduce dal Cammino di Compostela Pietro Scidurlo racconta la propria sfida. ELENA GIANASSO   Quando non hai mai camminato, non sai cosa voglia dire sentire la sabbia sotto la […]

Il pellegrinaggio è una scelta che può segnare una vita. Fare un pellegrinaggio su una sedie a rotelle è un insieme di prove e di confronti. Reduce dal Cammino di Compostela Pietro Scidurlo racconta la propria sfida.

ELENA GIANASSO

 

Quando non hai mai camminato, non sai cosa voglia dire sentire la sabbia sotto la pianta dei piedi oppure non puoi sgranchirti le gambe con una passeggiata dopo una giornata seduto, cerchi in tutti i modi uno scopo, cerchi di contare, di non passare inosservato, tenti di ritagliarti il tuo pezzo di mondo, non vuoi essere sempre e solo una persona che dipende dal buon cuore della società o essere considerata con ammirazione per come vive il proprio destino.

Pietro Scidurlo questo modo di contare lo ha trovato, riuscendo a lasciare la sua impronta nella società camminando o, per essere precisi, ruotando.

Questa è la sua storia che ha deciso di raccontare ai lettori di Quilianonline, una storia che parte dalla Lombardia, regione in cui Pietro Scidurlo è nato nel 1978, passa da Santiago de Compostela e torna in Italia per fare riflettere sull’inclusione e su un turismo lento e di prossimità.

 

UN CAMMINO PER TUTTI

Un passato da corridore in handbike a livello agonistico, nel 2012 questo ragazzo, che vede nella paura uno stimolo per cercare la soluzione del problema, decide di affrontare il cammino di Santiago, per fare pace con se stesso e chiudere il conto con la propria disabilità, aprirsi a nuove prospettive.

“Quando sono partito – racconta il pellegrino ruotante-, un amico mi disse: porta una pietra da casa, al momento giusto saprai cosa farne. Arrivato a destinazione vidi che altri pellegrini avevano lasciato un segno del loro passaggio e lì capii cosa dovevo fare. Lasciare la mia pietra era mettere un punto alla mia vita e ripartire”.

Il percorso di Santiago come tutti i cammini è, per forza di cose, lento, sono quasi 800 chilometri percorsi solo a forza di braccia, quasi intimo, ti porta a riflettere su te stesso ad apprezzare meglio ciò che ti sta intorno. Da questa idea è nata la consapevolezza della necessità di un turismo lento e soprattutto di un turismo per tutti che però non sia un turismo stanziale ma possa essere comunque un turismo di “movimento”.

Tornato da questo viaggio Pietro Scidurlo fonda “Free Wheels” che oltre a raccontare le sue imprese di cammino, mappa tutti i percorsi perché siano veramente “for all”. L’accessibilità passa, sia dalla presenza/assenza di barriere architettoniche nei luoghi di pernottamento e di ristorazione, sia nella presenza di negozi che vendano alimenti per persone con esigenze specifiche, solo per fare due esempi.

In cammino si va avanti con qualsiasi tempo

LA VIA FRANCIGENA DIVENTA WEB-DC

La Via Francigena che ha percorso in carrozzina è anche un web-doc. Le tappe infatti sono state riprese, arricchite da contributi audiovisivi, grafici e testuali che aprono il racconto al territorio, alla sua cultura alle persone che lo vivono e lo attraversano.

“A ruota libera” é anche un progetto cross mediale e alla sua realizzazione hanno concorso diversi strumenti del comunicare: dal web-storytelling alla realtà aumentata.

Il cammino di Pietro Scidurlo attraversa la Francigena dell’alto Lazio da Acquapendente e Roma. Seguendolo sul web, si scoprono il territorio delle Tuscia laziale, i suoi paesaggi, la sua storia e i suoi borghi. Oltre al documentario Pietro ha scritto un diario di viaggio sull’esperienza lungo la Via, dal suo racconto sarà dunque realizzata una mappatura e una geolocalizzazione del percorso così da segnalarne le criticità e fornire all’utente la visualizzazione di itinerari alternativi. Con un sistema QR-code, distribuito lungo tutto il tracciato, i camminatori (e non solo loro) potranno, con un click, conoscere il museo, la bottega, i luoghi di ospitalità che il territorio custodisce.

Esigenze specifiche è il termine usato più spesso da Pietro Scidurlo e non la parola disabilità che invece punta il fulcro della questione sulle abilità tante o poche che siano. Per venire incontro alle diverse esigenze dei viaggiatori sono state studiate tre diverse possibilità di percorrenza nel caso del Cammino di Santiago: il cammino classico, uno misto adatto anche alle carrozzine ed uno completamente asfaltato studiato per le handbike.

“Il pellegrino – sottolinea Pietro Scidurlo -, nel pieno spirito dell’esperienza deve avere anche un buon spirito di adattamento, potrà capitare infatti di dormire in un sacco a pelo su un divano a piano terra oppure utilizzare un bagno accessibile ma non con tutti i supporti ideali”.

 

 

In viaggio contano l’amicizia e la solidarietà

 

 

L’esperienza spagnola di Pietro Scidurlo è raccontata nelle guida che lui stesso ha redatto con la collaborazione di Luciano Callegari dal titolo “Guida al cammino di Santiago per tutti” edito da “Terre di Mezzo”. Con “Terre di Mezzo Pietro ci racconta anche la sua storia nel libro “Per chi vuole non c’è destino” , di come la decisione di intraprendere un viaggio lo abbia salvato sull’orlo dell’abisso.

La voglia di nuove scoperte ha portato Pietro Scidurlo fino a Finisterrre e lungo il cammino di Benedetto che parte da Norcia e lungo sedici tappe arriva a Montecassino attraverso l’Umbria e il Lazio fino ai confini con la Campania. Il viaggio è condivisione di esperienze, panorami e sensazioni, non è raro però che “io una mattina, lungo il cammino decida di anticipare la partenza prevista, percorra da solo un tratto e poi con un trillo di cellulare mifaccia raggiungere dagli amici” .

CAMMINARE O RUOTANDO IL GRANDE INSEGNAMENTO DELLA STRADA

In cammino possono capitare momenti di scoramento fisico e morale o problemi tecnici ma mentre ai primi si può fare fronte con la determinazione e la grinta di chi molla difficilmente, per una ruota sgonfia spesso si chiede aiuto ad altri pellegrini incontrati lungo la via oppure si chiama la truppa di compagni ben lieta di risolvere l’inconveniente. Il prossimo obiettivo di Pietro Scidurlo è di percorrere il cammino di Oropa insieme alla fidanzata Giulia, un percorso che parte da Santhià per arrivare in quattro tappe al Santuario di Oropa in provincia di Biella.

Una volta raggiunta questa tappa ci saranno altri traguardi da raggiungere, ci saranno persone pronte ad ascoltare i suoi racconti e a mettere in pratica i suoi consigli per un mondo che possa essere totalmente inclusivo partendo dalla possibilità di godere del patrimonio naturale dell’Italia.

La voglia di vita e di divertirsi non conosce barriere: conta la forza di volontà

La vera casa dell’uomo non è la casa ma la strada, la vita stessa è un viaggio da fare a piedi

(Chatwin).

 

 

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