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CANTINA VIARZO, UN VINO COME VISIONE

Tra le colline di Quiliano, dove i filari modellano il paesaggio e la Granaccia racconta l’identità del territorio, sta crescendo una realtà che merita attenzione: Cantina Viarzo, giovane azienda agricola guidata da Elena Tavella e Giuseppe Parenti, coppia nella vita e coppia nella vigna, dinamica e profondamente radicata nella cultura vitivinicola locale. MARTINA CASTIGLIA Fin […]

Tra le colline di Quiliano, dove i filari modellano il paesaggio e la Granaccia racconta l’identità del territorio, sta crescendo una realtà che merita attenzione: Cantina Viarzo, giovane azienda agricola guidata da Elena Tavella e Giuseppe Parenti, coppia nella vita e coppia nella vigna, dinamica e profondamente radicata nella cultura vitivinicola locale.

MARTINA CASTIGLIA

Fin dalla visita in cantina emerge un tratto distintivo: qui il vino non è soltanto produzione, ma un percorso di ricerca.
Un principio guida sintetizza il loro approccio: “Non rovinare in cantina ciò che la vigna ha fatto bene.”
Una frase che Giuseppe ripete con convinzione e che racchiude l’essenza del metodo Viarzo: attenzione al raccolto, vinificazioni rispettose, uso misurato del legno e ascolto continuo dell’evoluzione del vino.
Sono tre vini i che parlano di colline, esposizioni e storia agricola. Oggi, infatti, la cantina propone tre etichette, tutte profondamente legate al territorio quilianese:

• Trexenda IGT – Fermentato in vasche di cemento per preservarne freschezza e verticalità, affinato poi in tonneau da 600 litri per circa dieci mesi.
• Bricco dei Bambini DOC – Nasce su un crinale particolarmente vocato, dove esposizione e ventilazione donano carattere e maturazioni regolari. Nel bicchiere regala note complesse: liquirizia, cioccolato, mentuccia. Un vino che cambia a seconda del calice, segno della sua vivacità espressiva.
• Grixo – Rosato 100% Granaccia: immediato, pulito, schietto. Racconta senza filtri l’anima dei suoli di Viarzo.

Lavoro in cantina: precisione, misura e rispetto il legno è presente, ma mai protagonista. La cantina utilizza tonneau già avviati, scelti per garantire equilibrio e finezza: l’obiettivo è mantenere il vino elegante e riconoscibile, senza sovrastarlo con note tostate che ne maschererebbero l’identità.

Dopo l’affinamento, i vini riposano per mesi in bottiglia, sui bancali. Un tempo silenzioso ma decisivo: permette di ritrovare armonia dopo lo stress della vinificazione.
«Sono mesi che fanno davvero la differenza», spiegano.
È qui che il vino completa la propria definizione, acquistando profondità e coesione.

Una cantina che cresce: tra nuove etichette e memoria del territorio. Il percorso di Viarzo è in piena evoluzione.
Tra tre anni arriverà una nuova etichetta, un Vermentino, mentre prima ancora vedrà la luce Finale, un bianco speciale nato da una vigna prossima alla rimozione. Il nome non è casuale: richiama il territorio e, allo stesso tempo, celebra l’ultimo raccolto di una vigna storica. Un’edizione limitata che diventa memoria liquida, omaggio a un pezzo di paesaggio che ha accompagnato generazioni.

Viarzo e Quiliano: un territorio da vivere. La cantina si inserisce in un territorio che sta riscoprendo la propria identità agricola. Quiliano oggi è un mosaico di colline, storia rurale e iniziative che valorizzano la Granaccia e le sue potenzialità.
Viarzo contribuisce anche sul fronte dell’accoglienza: degustazioni, visite, momenti di incontro che permettono ai visitatori di avvicinarsi non solo ai vini, ma anche alla cultura agricola e al paesaggio.
Passeggiare tra i filari, degustare un calice affacciati sulle colline, ascoltare il racconto delle annate: esperienze che rendono tangibile il legame tra vino e territorio.
Viarzo valorizza questo rapporto con un turismo del vino intimo, autentico, non costruito, in cui la relazione umana resta centrale.
Se Quiliano sta ritrovando una nuova identità attraverso la Granaccia, realtà come Viarzo dimostrano che questo percorso non è soltanto memoria, ma anche visione.
Una visione che cresce, si evolve e porta lontano il nome delle colline quilianesi.

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